Il temporale allaga Genova, ma Brin supera la prova: stanotte chiuso per controllare la funzionalità dell’opera e subito riaperto

Quasi 100 millimetri di pioggia in pochi minuti sulla bassa Val Polcevera e sul centro città. Polemica di Bianchi (Fdi) per la chiusura alle 3:00 annunciata attraverso il canale Telegram del Comune. L’assessore Ferrante chiarisce che il sottopasso è rimasto chiuso solo per una verifica della funzionalità dei lavori conclusi poche settimane fa, ha smaltito regolarmente l’acqua ed è stato riaperto in pochi minuti

Quasi 100 millimetri di pioggia in pochi minuti sulla bassa Val Polcevera e sul centro città. Criticità da via Degola a piazza Montano, da via di Francia a corso Europa, mentre il sottopasso di Brin ha smaltito l’acqua ed è tornato rapidamente percorribile al termine dell’osservazione mirata a verificare se i lavori terminati da poco avessero davvero risolto il problema.

Una notte di pioggia violentissima ha provocato allagamenti e disagi in numerose zone di Genova, colpendo con particolare intensità la bassa Val Polcevera e il centro città. Poco prima delle 3 GenovaAlert aveva segnalato un forte temporale in corso, invitando la popolazione alla massima prudenza.

Il caso che ha immediatamente acceso lo scontro politico è quello del sottopasso di via Brin. Alle 3:00 la polizia locale ne ha comunicato la chiusura, mentre alle 3.30 è arrivato l’avviso della riapertura alla circolazione. L’assessore comunale ai lavori pubblici e alle manutenzioni Massimo Ferrante precisa che l’interdizione effettiva sarebbe durata, in realtà, circa un quarto d’ora e sarebbe stata disposta esclusivamente per verificare il corretto deflusso dell’acqua.
Secondo quanto riferito dall’assessore, nel sottopasso sarebbero confluiti quasi 100 millimetri di pioggia in pochissimo tempo. L’acqua sarebbe stata smaltita regolarmente nell’arco di una decina di minuti, consentendo la rapida riapertura della strada.
«Il sottopasso è una conca collocata sotto il livello delle strade circostanti. L’acqua è defluita regolarmente e la circolazione è ripresa subito, esattamente come previsto», ha spiegato Massimo Ferrante. La sequenza degli eventi mostra quindi una chiusura precauzionale durante il momento più intenso del temporale, seguita dal ripristino della viabilità senza interventi strutturali d’emergenza.
La capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Alessandra Bianchi, ha invece sostenuto che l’allagamento smentirebbe le dichiarazioni rilasciate dall’amministrazione dopo i recenti lavori. La consigliera ha ricordato l’annuncio del 9 giugno sulla soluzione definitiva delle criticità del sottopasso e ha accusato la giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis di avere enfatizzato i risultati dell’intervento.
«Siamo contenti che il sottopasso sia stato riaperto e che non vi siano state conseguenze, ma gli annunci devono reggere alla prova dei fatti», ha dichiarato Alessandra Bianchi, chiedendo maggiore cautela alla giunta durante il prolungamento dell’allerta meteo. La replica dell’assessore, tuttavia, concentra l’attenzione proprio sulla capacità dell’impianto di smaltire in pochi minuti una quantità eccezionale di acqua, senza lasciare una criticità aperta.
Ferrante risponde seccamente anche sui social: «Viste le solite pretestuose polemiche, di chi non ha risolto il problema in ben otto anni, informo che stanotte nel sottopasso di Brin sono regolamente defluiti quasi 100 mm di pioggia in pochi minuti, esattamente come ci aspettavamo, tanto è vero che non è stato neanche inserito nelle criticità del report mattutino della protezione civile».
Ben più articolato il quadro degli altri allagamenti registrati durante la notte. Nel tunnel di via Degola l’acqua ha invaso la sede stradale e la polizia locale ne ha successivamente disposto la chiusura. Problemi sono stati segnalati anche alla rotonda Castruccio, dove la carreggiata è stata parzialmente sommersa, e nel sottopasso di piazza Nicolò Montano. In quest’ultima zona i volontari della PC hanno affiancato la PL nelle operazioni di interdizione del traffico.
Un altro allagamento ha interessato il ponte sul Polcevera all’altezza di via Rossini, dove agli automobilisti è stato raccomandato di procedere con particolare cautela. In via di Francia le segnalazioni hanno riguardato sia il civico 45 rosso, per un allagamento poi dichiarato chiuso, sia il civico 15, dove la situazione è rientrata con l’attenuazione delle precipitazioni.
L’acqua ha creato problemi anche in corso Europa, all’altezza del civico 1092, e in corso Sardegna, al civico 2A rosso, dove la criticità è stata successivamente dichiarata risolta. Interventi sono stati richiesti inoltre in piazza Cavour, al civico 73 rosso, e in via Antonio Cantore, al civico 34 rosso.
In via Paolo Reti, all’altezza del civico 35 rosso, l’allagamento risultava invece ancora in lavorazione al momento dell’ultimo aggiornamento. Il bilancio della notte comprende dunque criticità diffuse in più quartieri, ma con numerosi interventi già conclusi nelle prime ore della mattina e con diverse strade restituite rapidamente alla circolazione.
Ferrante: «Ora il sottopasso viene controllato durante gli eventi, non chiuso per tutta l’allerta»
Massimo Ferrante ha poi aggiunto una precisazione sul funzionamento futuro del sottopasso e sui limiti strutturali con i quali sarà comunque necessario confrontarsi. L’assessore non esclude che, con il passare dei mesi o degli anni, detriti e materiali provenienti dai cantieri del Cociv per il Terzo Valico e da quello della metropolitana possano nuovamente ridurre l’efficienza del sistema di smaltimento. A pesare, ha ricordato, è anche la condizione generale dei sottoservizi genovesi, spesso sottodimensionati rispetto alla quantità d’acqua concentrata durante gli eventi più violenti.
La differenza rispetto al passato, secondo Ferrante, consiste però nel fatto che il sottopasso non deve più essere interdetto automaticamente per l’intera durata di un’allerta. Le prove effettuate nei mesi scorsi, anche attraverso lo scarico di un’autobotte, avevano mostrato che l’acqua riusciva a defluire in circa dieci minuti. Nel tempo, ha ammesso, questo intervallo potrebbe aumentare fino a mezz’ora o quaranta minuti, rendendo necessarie nuove operazioni di pulizia della roggia, ma senza riportare necessariamente alla situazione precedente.
Proprio per questo nella pianificazione della protezione civile è stato previsto un controllo dinamico. In presenza di piogge molto forti, anche durante un’allerta gialla o arancione, la polizia locale potrà chiudere precauzionalmente il sottopasso per alcuni minuti, verificare che il livello dell’acqua scenda e riaprire non appena il deflusso risulti regolare.
«Brin è una conca e, davanti a precipitazioni eccezionali, una certa quantità d’acqua deve avere il tempo di defluire», ha spiegato l’assessore. «Potrà quindi accadere ancora che la polizia locale interrompa il traffico per dieci o venti minuti. È però molto diverso da quanto avveniva prima, quando il sistema era completamente ostruito e il sottopasso veniva chiuso in automatico per tutte le ore dell’allerta, anche quando la pioggia era limitata».
L’assessore ha infine respinto con durezza le critiche del centrodestra, sottolineando il lavoro compiuto per affrontare un problema rimasto irrisolto per decenni. L’assessore ha ricordato di non avere trasformato l’intervento in un’operazione propagandistica, nonostante avrebbe potuto rivendicare con maggiore enfasi un risultato che le precedenti amministrazioni, di diversi schieramenti, non erano riuscite a ottenere. La chiusura notturna di pochi minuti, ha concluso, rappresenta dunque la verifica precauzionale del deflusso durante un evento eccezionale, non il ritorno alla lunga e automatica interdizione del passato.
In copertina: un’immagine della chiusura dei lavori all’inizio di giugno, quando l’acqua era stata riversata sotto il voltino di Brin con le autobotti. Quello di ieri è stato il primo test con piogge torrenziali in corso
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